Treviso. Guasto dopo il decollo, paura
in volo: in 10 rinunciano all'Inghilterra

Il pilota Ryanair, appena lasciato il Canova, ha scoperto
di avere problemi al portellone. L'aereo è ripartito dopo un'ora

Aereo della Ryanair decolla da Treviso (archivio)

di Valeria Lipparini

TREVISO - La paura a cento metri da terra. Con un aereo che decolla. E, pochi minuti dopo, è costretto a un atterraggio di emergenza. È successo ieri, verso le 13.30, quando 139 passeggeri del volo Ryanair in partenza dall’aeroporto Canova di Treviso, diretto a Leeds in Inghilterra, hanno visto che il velivolo sul quale si erano imbarcati tornava indietro.

Sono stati attimi di panico, nonostante le hostess cercassero di spiegare ai passeggeri che si trattava di un atterraggio necessario per eseguire un controllo tecnico al velivolo e che non bisognava, dunque, allarmarsi. Per diversi minuti hanno continuato a tranquillizzare i passeggeri sostenendo che era tutto sotto controllo. In verità, il comandante del volo aveva notato un’anomalia nelle spie che segnalano i guasti nel meccanismo di apertura e chiusura del portellone d’imbarco. E aveva prontamente richiesto alla torre di controllo la procedura di emergenza, per motivi di sicurezza, decidendo di rientrare all’aeroporto trevigiano.

Fortunatamente l’aereo era appena decollato e la strumentazione di bordo aveva subito segnalato l’anomalia. Il comandante ha quindi chiesto il permesso per l’atterraggio e attraverso l’sos lanciato alla torre di controllo, la polizia presente in aeroporto ha predisposto l’allerta con l’intervento, sulla pista di atterraggio, di tutti i mezzi di soccorso, presenti anche i vigili del fuoco. Il velivolo è atterrato e i passeggeri sono rimasti a bordo in attesa dell’espletamento delle precedure di controllo.

Per una decina di passeggeri, però, quell’emozione è stata davvero troppo forte. La paura ha avuto il sopravvento sull’idea di fare un viaggio in Inghilterra. Hanno quindi chiesto di scendere dall’aereo e, una volta a terra, hanno comunicato che preferivano rinunciare al volo. «Abbiamo provato cos’è il panico e, per ora, non vogliamo ritentare» hanno detto alle hostess di terra, chiedendo se fosse possibile ottenere il rimborso del volo.

Intanto, per i passeggeri rimasti sull’aereo, si è profilata un’attesa di circa un’ora, necessaria per esaurire gli accurati controlli tecnici e verificare che l’aeromobile fosse sicuro e potesse ripartire. Alla fine dei controlli il velivolo non è stato sostituito in quanto il guasto è stato individuato e riparato. Così, l’aereo è potuto decollare con più di un’ora di ritardo sulla tabella di marcia. «È stato un falso allarme che, però, ha allertato tutto l’aeroporto» ha spiegato la dirigente della Polaria, Stefania Niro.

mercoledì 9 marzo 2011



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