Visitava pazienti a pagamento in ospedale:
senza fattura c'era lo sconto di 30 euro

La moglie coordinava l'attività privata di Dalle Mule, primario
di Cardiologia a Pieve di Cadore. È stato sospeso dall'attività

Jacopo Dalle Mule (Ansa)
BELLUNO - Il primario di Cardiologia dell'ospedale di Pieve di Cadore (Belluno), Jacopo Dalle Mule, è stato sospeso dall'esercizio dell'attività sanitaria perché, senza alcuna autorizzazione dell'Ulss, visitava a pagamento i suoi "clienti" in ospedale mentre i pazienti pubblici attendevano mesi in lista d'attesa.

La Guardia di finanza di Belluno, su disposizione del gip, ha notificato al medico la sospensione dall'attività di cardiologo presso l'Ulss e il divieto di dimora nel comune di Pieve di Cadore, sede dell'ospedale.

Cinque mesi: è questo il tempo d'attesa per un paziente che vuole attualmente effettuare una visita cardiologica all'ospedale di Pieve di Cadore prenotandosi al centro unico per le prenotazioni sanitarie. Due settimane, invece, il tempo d'attesa, secondo quanto accertato dalla Guardia di finanza, per chi si rivolgeva privatamente a Dalle Mule, 64 anni, per effettuare la stessa visita.

La visita non avveniva però in uno dei suoi due ambulatori privati in provincia di Belluno, ma durante il normale orario di servizio e senza alcuna autorizzazione da parte dell'Ulss, all'interno dell'ospedale di Pieve di Cadore.

Le indagini sono scattate a seguito di alcune segnalazioni e già a fine settembre 2011 la Guardia di finanza aveva eseguito delle perquisizioni presso il reparto di cardiologia dell'ospedale di Pieve di Cadore, i due studi privati e l'abitazione del cardiologo. Grazie all'analisi della documentazione sequestrata ed alle testimonianze rese da pazienti, medici ed infermieri i finanzieri, coordinati dal pm Antonio Bianco, hanno ricostruito l'illecita attività del primario.

Il medico aveva affidato la gestione dei pazienti privati alla moglie che da casa raccoglieva telefonicamente le prenotazioni, spacciandosi - a volte - come «addetta alla Cardiologia di Pieve di Cadore», fissando data e ora delle visite (130 euro "scontati" a 100 se rinunciavano alla ricevuta fiscale) da eseguire negli ambulatori ospedalieri con le attrezzature sanitarie pubbliche.

La prassi non era sfuggita alle infermiere del reparto di Cardiologia che si vedevano arrivare numerosi pazienti, senza prenotazione, che sostenevano di aver prenotato una visita privata col primario. Lo stesso personale infermieristico in diverse occasioni aveva raccolto le lamentele di pazienti che non capivano come mai dovessero pagare il ticket all'ufficio cassa ospedaliero per una visita privata già pagata in contanti al primario.

Ultimamente Dalle Mule avrebbe cercato di mascherare il suo comportamento suggerendo ai propri pazienti privati di rivolgersi al pronto soccorso ospedaliero al fine di giustificare le visite «senza attesa» nel reparto di cardiologia.

martedì 24 gennaio 2012



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