TREVISO - Il bisonte della strada ha "agganciato" il ciclista mentre stava svoltando a destra, all’incrocio tra via San Pelajo e viale della Repubblica, nella prima periferia della città. Lo ha letteralmente risucchiato sotto le ruote, intrappolandolo all’altezza del semiasse e trascinandone il corpo per oltre 25 metri.
Terribile incidente stradale ieri, poco dopo mezzogiorno, all’altezza della pizzeria "da Pino", nella frequentatissima strada Ovest. Il Tir, condotto da G.M. di 45 anni, romeno residente da anni in Trentino, arrivava da Ponzano e ha svoltato verso piazzale Pistoia. Nello stesso senso di marcia, accostato alla destra del camion, Roberto Casari Bariani, 61enne, medico oculista, stava rientrando da una pedalata sul Montello. Ha affrontato il semaforo intenzionato a imboccare via Montello, praticamente di fronte a via San Pelajo.
Subito dopo il semaforo è stato travolto, finendo sotto le ruote, ed è stato trascinato per decine di metri. Le condizioni del cicloamatore sono apparse subito gravissime. I vigili del fuoco, giunti sul posto, hanno provveduto, tramite un divaricatore idraulico, ad alzare la parte anteriore del mezzo per riuscire a estrarre il corpo del ciclista che è stato rianimato sul posto dai medici del Suem per ben due volte e poi subito trasportato al pronto soccorso del Ca’ Foncello. È in rianimazione, dove si trova in condizioni gravissime. Molteplici i traumi, il più preoccupante al cranio.
La polizia locale ha poi ricostruito la dinamica del sinistro. Pare che davanti al cicloamatore ci fosse un altro ciclista che è rimasto del tutto estraneo allo scontro, tant’è vero che se n’è andato senza fornire la sua testimonianza. I vigili lo stanno cercando, anche perchè altri testimoni riferiscono la sua presenza sul luogo del sinistro. È stato sentito anche il camionista, che ha detto di non essersi accorto di nulla, se non quando era ormai troppo tardi.
Sottoposto ad alcoltest è risultato negativo.
Lungo il fossato che costeggia viale della Repubblica è rimasta la biciletta, il caschetto del ciclista, sfondato e pieno di sangue, gli occhiali e la borraccia. Il traffico è tornato alla normalità soltanto alle 14. Il medico oculista, che lavora nel poliambulatorio dell’Usl 9 in borgo Cavalli, non aveva documenti con sè e la sua identità è stata ricostruita successivamente all’incidente. In ospedale sta lottando con la morte.