VENEZIA - All’origine di tutto un malore in camera da letto in uno dei più esclusivi alberghi milanesi come il "Principe di Savoia". Lo stesso che negli anni aveva ospitato Gabriele d’Annunzio, Charlie Chaplin e più recentemente Madonna e Woody Allen. Ma non era solo. Con lui, Enzo "Neno" Cori, 80 anni, noto imprenditore alberghiero veneziano, secondo la ricostruzione da parte delle forze dell’ordine c’erano almeno tre avvenenti ragazze. E a poco a poco quella che poteva essere una notte di emozioni forti con qualche sniffata di cocaina di contorno, si è trasformata in tragedia. Nessuna traccia nella stanza di pillole di Viagra, diversamente da quanto era stato riferito in un primo momento.
Ed è toccato proprio ad una delle donne ospiti nella stanza, una trentacinquenne, avvertire la Polizia di quanto era accaduto. Viste le sue condizioni, l’uomo è stato subito trasportato all’ospedale. All’inizio la situazione non era apparsa grave, tanto che era entrato al Pronto soccorso dell’ospedale Santa Rita di Milano, con un "codice verde". Poi, però, quindici giorni fa, le sue condizioni di salute sono progressivamente peggiorate tanto che Cori è entrato in coma. Il suo cuore ha cessato di battere nello scorso weekend.
Cori era molto conosciuto a Venezia e non solo tra gli addetti ai lavori. Esponente di quel mondo che negli anni ruggenti del turismo veneziano, tra gli anni Settanta e Ottanta, aveva messo su un vero e proprio impero tra alberghi di alta qualità e "super stellati", come il glorioso "Germania & della Gare", poi diventato "Carlton Executive", proprio di fronte alla stazione ferroviaria di Santa Lucia a Venezia, ora gestito dal figlio Davide. In passato la vittima era stato colpito dalla perdita dell’altro figlio Lorenzo, prematuramente scomparso.
Cori, che aveva passato il testimone dell’azienda alla famiglia, era sceso nell’albergo milanese e qui si era ritrovato con le tre ragazze. Una serata alimentata probabilmente anche da qualche sbuffo di cocaina. Ma quello che doveva essere una serata "su di giri" ha preso una piega drammatica. Ad un certo punto, l’uomo è stato colto da malore e ha tentato di porvi rimedio con un tranquillante. Ma il cocktail di farmaci e droga deve essere stato fatale tanto da dover ricorrere alle cure dell’ospedale. Poi, dopo alcuni giorni, il decesso. Sulla vicenda, al momento non è stata aperta nessuna inchiesta.
Il nome di Cori è legato allo sviluppo dell’industria alberghiera veneziana. I più anziani tra i colleghi lo ricordano come tra i primi a credere nello sviluppo dell’offerta turistica lagunare. A metà degli anni Settanta, Cori insieme ad altri soci, aveva un vero e proprio impero, la Cori Hotel Corporation. Qualche vecchio collega ricorda ancora una sua battuta: "Ho più letti io che la Ciga" (la Compagnia fondata da Giuseppe Volpi di Misurata negli anni Dieci e che aveva Des Bains, Excelsior, Gritti, Danieli ndr). E infatti, Cori per un certo periodo della sua attività lavorativa aveva ben sei hotel in centro storico, quasi tutti nelle vicinanze della stazione ferroviaria. Tra di essi nomi storici come il Carlton, l’Hotel Principe, il Gardena e anche quella Pensione Adua con la quale la madre di Cori aveva iniziato la propria attività alberghiera. Ma di più. Negli anni Settanta, l’attività lo aveva portato anche ad allargare i propri orizzonti "conquistando" anche la Francia, e in particolare la Costa Azzurra e Nizza. Un’avventura durata, però, solo alcuni anni.