PADOVA - «Ho sentito il pullman sbandare improvvisamente a destra; pensavo si fosse bucata una ruota, e non sono più riuscito a governarlo. Poi non so cosa sia successo». È quanto ha raccontato al fratello Fabio, Lorenzo Ottaviani, 38 anni, l'autista del pullman coinvolto nell'incidente di oggi sull'A13 nel padovano dove sono morte cinque persone e sono rimaste ferite altre 18, di cui nove in prognosi riservata
Fabio e Lorenzo sono soci nell'omonima azienda Ottaviani, proprietaria del pullman che portava da Aprilia a Jesolo (Venezia) ex carabinieri e loro familiari per partecipare al raduno nazionale dell'Arma. Fabio Ottaviani ha riferito di essere stato chiamato al cellulare dal fratello: «È successa una tragedia, corri» gli ha detto. Fabio era già in viaggio per il Veneto: a Lorenzo spettava di portare nella località turistica veneziana il pullman, mentre per il ritorno se ne sarebbe dovuto occupare lui.
Racconta Fabio, stando a quanto gli ha riferito il fratello, che erano partiti all'una da Latina e che avevano fatto sosta nell'area di servizio di San Pelagio (Padova) intorno alle 7.30, circa mezz'ora prima dell'incidente. «Da domani - ha detto Fabio, uscendo dal pronto soccorso dell'ospedale di Padova dopo aver fatto visita al fratello - non farò più questo mestiere. Mio fratello poteva morire e mio padre è svenuto appena lo ha informato di cosa era accaduto».
Il pullman era revisionato e le analisi del sangue dell'autista sono state negative all'alcol test. Lo ha riferito l'avvocato Pier Ilario Troccolo, di Padova, a cui si è affidato Lorenzo Ottaviani, l'autista ferito che a un parente avrebbe confidato: «Dovevo morire io in quell'incidente». Il legale ha spiegato di avere notizie tramite i parenti di Ottaviani. «L'analisi del sangue - ha detto - non ha fatto rilevare tassi preoccupanti di alcol» precisando subito dopo, al fine di evitare fraintendimenti, che «l'esame è risultato negativo». Il pullman aveva cambiato le ruote 10-15 giorni fa e aveva passato senza problemi la revisione. «Ottaviani si è dato da fare per salvare i passeggeri. Si è buttato nel fosso ed ha aiutato chi ne aveva bisogno». L'autista sarebbe rimasto ferito ad un ginocchio, all'addome e presenta vari tagli alle mani. A casa è atteso dalla moglie Barbara e dai figli di 12 e 15 anni.
«Ero sveglio e non ho avuto un colpo di sonno» ha raccontato il conducente: «Mi ero fermato venti minuti prima nell'area di servizio - ha riferito il conducente al legale - mi ero lavato il viso ed avevo bevuto solo un caffé. Poi sono ripartito e viaggiavo a circa 80 chilometri orari; non avevo fretta, ero in anticipo. All'improvviso il pullman ha avuto una brusca sterzata a destra e se pur giravo il volante il mezzo proseguiva dritto finendo sul guardrail che ha fatto da trampolino. Il pullman si è alzato e poi si è adagiato cadendo sul fianco destro». Ottaviani ha raccontato le fasi concitate della tragedia riferendo di aver salvato due donne: «Ho visto una testa dentro il pullman pieno d'acqua e ho rotto il finestrino tirandola fuori. Ero frastornato, non sapevo più cosa fare».
Intanto i carabinieri di Padova hanno messo a disposizione il numero di telefono 049-8525582 della sala situazione del Comando provinciale di Padova per quanti hanno necessità di avere informazioni. All'ospedale di Padova, secondo quanto si è appreso, è atteso l'arrivo del comandante generale dell'Arma, il generale di Corpo d'armata Leonardo Gallitelli, che farà visita ai feriti e renderà omaggio alle vittime.