VENEZIA - Due bonifici nell’arco di tre giorni e dal conto spariscono poco meno di 260mila euro. Per ora il sospetto è che un hacker si sia intrufolato nel conto della "Ejradi Video srl" di Quarto d’Altino (Venezia). Due semplici movimenti e il conto corrente di una banca a Quarto d’Altino è stato quasi svuotato.
Il tutto è successo a fine marzo. Il primo bonifico di 88mila euro risale al 27 marzo, il secondo di 168mila euro appena due giorni dopo, il 29 marzo. Un movimento di denaro che già di per sé doveva insospettire, considerato che la società fa bonifici mediamente di 20mila euro.
La titolare della società, Sonia Ejradi, 50 anni residente a Preganziol (Treviso), esce allo scoperto solamente ora. Malgrado abbia trascorso due mesi d’inferno e di disperazione, adesso che ha scoperto che un’analoga cosa è successa al conto in Cariveneto dell’Ordine degli avvocati di Padova ha avuto il coraggio di raccontare quanto le è successo. Dell’ammanco la sua società si è accorta solamente il 30 marzo, durante le fatturazioni del conto on line. Inutile la corsa alla filiale e il blocco del conto, i soldi erano già emigrati in Slovacchia. Proprio un caso gemello di quello successo a fine maggio agli avvocati padovani.
«I bonifici risultano fatti a due società estere di cui una non esiste e l’altra non risponde - spiega l’avvocato di Treviso Graziana Cenna che sta seguendo il caso di Ejradi -, abbiamo presentato denuncia ai carabinieri di San Donà di Piave ed ora della vicenda si occuperà la Procura della Repubblica. Siamo andati anche fino in Slovacchia per metterci in contatto con l’altra banca. Ma non abbiamo ottenuto nulla. Comunque ora ci saranno delle indagini e speriamo di risalire al responsabile e recuperare il denaro. Sono tantissimi soldi, possono davvero mettere in ginocchio un’attività».
Soldi spariti in un batter d’occhio, 256mila euro svaniti nel nulla. I soldi si trovavano nel conto aperto presso la filiale di Quarto D’Altino. «In questi mesi ho sperato di raggiungere un accordo con la banca - spiega Sonia Ejradi - ma il direttore generale mi ha detto che loro non hanno alcuna responsabilità e che l’hacker ha agito dal mio computer. Solo la mia impiegata era a conoscenza della password e lavora per me da vent’anni, tra l’altro ogni due settimane la password veniva cambiata». Quel conto serviva per la società, la Ejradi video srl, che ha sede in via Roma 95 a Quarto d’Altino e tratta dvd all’ingrosso. Una società aperta nel 1989.
«Ci siamo messi in contatto con l’Ordine degli avvocati di Padova considerato che si tratta di due casi gemelli - conclude l’avvocato Cenna - riteniamo che ci siano responsabilità da parte della banca e procederemo con una causa civile».