Treviso. La "porno nonna": «A me piace
la vita, mi hanno scambiata per un'altra»

L'80enne cacciata dal prete: «Amo il sesso libero ma non ero
quella degli agguati. Gentilini non mi interessa, io sono fine»

Giuseppina - Josephine

di Luca Bertevello

TREVISO (20 dicembre) - «È astuta come una volpe, non si lasci abbindolare. Fa finta di essere una donnina per bene, poi di sera e di notte va in giro a mettere bigliettini sconci sotto le porte della gente». Sussurri e grida da un quartiere di Treviso, quello in cui abita Giuseppina (Josephine), 80 anni.

È finita sulle prime pagine dei giornali un mesetto fa quando il vicino di casa, ben più giovane, ha valutato l’idea di denunciarla per stalking, cioè molestie sessuali. Una storia boccaccesca, tipicamente trevigiana, condita da messaggi deliranti, agguati sul pianerottolo, simboli fallici e chi più ne ha più ne metta, distribuiti nell’arco di giorni, settimane, mesi. Fino a quando il ragazzo si è stufato della persecuzione ed è andato dritto alla polizia. L’80enne, con garbo, professa la propria innocenza. Il problema è che non le ha creduto neanche il parroco, al punto da averla cacciata dalla chiesa. Un gesto che ha lasciato i segni sul corpo e nello spirito della nonnina terribile. Che però è già sulla strada della guarigione...

Buongiorno Giuseppina, sono un giornalista.
Anche lei! Qui tutti mi chiamano Giuseppina o Beppa. ma io preferisco Josephine. Sono stata 20 anni in America, me l’hanno dato lì, suona meglio e me lo tengo stretto. Comunque che bella sorpresa, entri, si accomodi.

Mi sembra in forma.
Pensava di trovare una mummia? Ho 80 anni e le dico che nell’ultimo mese ho anche perso 14 chili. Quella storia che mi hanno cacciata dalla chiesa... che vergogna, sono rimasta tutto il tempo dentro casa e ho ripreso a mangiare solo da pochi giorni.

Però l’ha combinata grossa.
Ma io non ho fatto nulla di quello che ha detto la pubblicità, non ho mai scritto messaggi sconci. Le sembro una donna di malaffare?

Non mi permetterei mai.
È stato un tragico errore, infatti. Quella lì è un’altra. Ha un gatto come me, abita al primo piano come me e vive di fronte alla casa di un bell’uomo, proprio come me. Poi la gente ci mette poco a fare uno più uno, è facile sbagliarsi.

Allora anche il parroco ha sbagliato coi conti...
Non me ne parli. Stavo pregando, è venuto lì, mi ha presa per un braccio. Prima mi fa: «Venga fuori che devo dirle due cose». Poi mi ordina di non mettere più piede in chiesa. Aveva sentito la pubblicità e mi ha scambiata per l’altra persona. Si sono meravigliati tutti. Ma non importa. Ci sono tante chiese no? Adesso vado in quella dei frati a Ss Quaranta.

Insomma, mi viene a dire che è una santerellina?
Ha fame? Vuole qualcosa da mangiare?

Andiamo Giuseppina, in giro si dice che lei è una mangiauomini. Ci sarà pure qualcosa di vero?
Josephine, la prego. Cosa posso dirle? Da giovane sapevo il fatto mio, sa com’è. Ho avuto il primo rapporto nel 1949 a 14 anni con un bel ragazzo di 26 e poi sono andata in America.

Così, di punto in bianco.
Sì, ho conosciuto un giovane di Nervesa che era appena tornato dagli Stati Uniti per sposare una di Milano. Io ero capricciosetta e provocante, mi sono messa in mezzo. Ci siamo visti il primo del mese e il 29 eravamo già sposati. Poi lui è tornato in America. Il tempo di fare i documenti e l’ho raggiunto a Detroit.

E in 20 anni non l’ha mai tradito?
Perchè, lei non ha mai tradito?

Non mi metta in imbarazzo.
Appunto. Diciamo che non ero innamoratissima, ecco. L’ho sposato per andare in America. Poi negli anni ho girato tutti gli stati perché lui era specializzato nella conservazione e nel restauro dei mosaici ed era molto ricercato. Bravo, nel suo mestiere. Anche manesco, gelosissimo. E poi sa perché non ho avuto figli? Mi ha attaccato una malattia venerea: le creste di gallo si chiama, che nome buffo.

Però a un certo punto la storia è finita.
Sì nel 1970, quando siamo tornati in Italia. Ho aperto il bar Alla Vida davanti alla Provincia. Lavoravo dalle 6 a mezzanotte. Terribile. Avevamo clienti da Palazzo Moretti, da Villa Annamaria, dall’Istituto infortuni. C’era molto da fare. Ogni tanto lui arrivava con la sua Mustang, faceva casino e gli uomini si allontanavano. E io l’ho mollato.

Adesso frequenta qualcuno?
Certo. Luigi. Abbiamo fatto l’amore per un periodo anche dieci anni fa ma poi l’ho lasciato perché la gente diceva che sfiguravo: camminava troppo curvo. Mi ha sempre implorato di tornare indietro e adesso che è scoppiato questo scandalo voleva andare in Curia a denunciare il prete. Comunque ci frequentiamo di nuovo, sì.

Ma non è vero amore.
Che paroloni. Siamo amici, siamo in buoni rapporti. E andiamo a letto ogni tanto. Io amo il sesso libero e focoso, amo la vita! È importante anche adesso che ho 80 anni. Ma non sono volgare. Senta mi fa una foto? Col rossetto? Non vedo l’ora di finire sul giornale perché si sappia la verità.

Dunque non ha scheletri nell’armadio, lei.
Beh, ho ucciso mia sorella.

Non ho capito bene...
L’ho uccisa io, la Gabriella, che Dio l’abbia in gloria. Ventidue anni fa ero in Istria con Federico e l’ho invitata a raggiungerci. È partita col cognato e hanno fatto un incidente davanti a Odino, dove si entra in autostrada. O forse è stato il destino.

Mi sono perso, ma chi è 'sto Federico?
Ho vissuto con lui tantissimo. Aveva vent’anni più di me, lavorava 10 chili di oro la settimana e mi ha fatto vivere da regina. Un sogno. Un uomo meraviglioso che mi adorava e che non dimenticherò mai.

Non ha dimenticato neanche il vicino di casa, se è per questo...

Ancora con 'sta storia! È muscoloso, lo ammetto, ha gli occhi che sembrano due perle, fa vita da single, ha 40 anni e sarebbe da sposare. Ma per me è come un figlio. Insomma c’è troppa differenza di età. La donnaccia che fa cattivi pensieri è un’altra.

Lei però non si è mica rassegnata, gli uomini sono ancora in cima alla sua lista.
Sono sempre stata un po’ birichina. Forse bisogna anche essere portati per certe cose. Comunque conquistare un uomo non è difficile: basta guardarlo dritto negli occhi.

Se dovesse provarci con Gentilini da che parte inizierebbe?
Lui non non mi interessa. Non mi piacciono i suoi modi di fare e di parlare. Sono una persona fine, io.

Ma come fa a tirare avanti da sola?
Ho una pensione americana che mi arriva ogni mese. Non mi manca nulla. Certo, sono nata povera e anche se ho gusti da signora adesso devo adeguarmi. Questa è una casa dell’Ater: soggiorno con cucina, terrazzino, bagno. E di là c’è la camera da letto. Vuole vederla?

Domenica 20 Dicembre 2009



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