ROMA (23 ottobre) - Coro di solidarietà bipartisan al presidente della Regione Lazio Piero Marrazzo dopo la notizia del ricatto. Si parla di «vicenda inquetante» e di «invasione criminale della privacy». Qualche polemica nella maggioranza.
Franceschini: «Una vicenda che parla da sola. Ci sono già stati provvedimenti dell'autorità giudiziaria, i ricatti vanno condannati e puniti» ha commentato la notizia del ricatto a Marrazzo ai microfoni di CNR Media il segretario del Partito Democratico Dario Franceschini. «Conosco Marrazzo come una persona seria che ha fatto bene il Presidente della Regione, altri ragionamenti sugli effetti di quesa vicenda in vista delle elezioni regionali sono prematuri».
D'Alema: «Non saprei come commentare questa brutta vicenda al di là ovviamente della solidarietà personale per chi si ritrova al centro di un tentativo di ricatto e di estorsione. Per il resto c'è un'indagine della magistratura e il mio auspicio che si faccia chiarezza su tutti gli aspetti di questa vicenda». «C'è un clima di imbarbarimento generale che credo vada arginato - ha aggiunto D'Alema - e forse ci dobbiamo aspettare ancora il peggio. È una situazione grave». Circa i particolari della vicenda Marrazzo D'Alema ha detto di non essere in grado di dire altro: «Non ho capito bene cosa sia successo, so che lui nega di essere stato estorto. Comunque, come cittadino, dico di sentirmi ottimista in quanto so che dei carabinieri, quelli buoni, hanno arrestato degli altri carabinieri, quelli cattivi».
Casini: impossibile accettare ricatti. «Non so come siano andate le cose, non ho capito bene anche perché i gossip continuano a rincorrersi. Certo una cosa è chiara, in nessun caso può mai essere possibile per un uomo politico subire un ricatto, l'accettazione di un ricatto impedisce di fatto l'attività politica», ha detto il leader dell'Udc Pier Ferdinando Casini oggi a Stresa intervenendo ad un convegno su "Identità e differenze".
«Ricattare è un gesto vile ed esecrabile ed essere ricattati merita solidarietà» dice il presidente del Senato Renato Schifani. «Ci sono - spiega - delle mele marce che la stessa Arma dei carabinieri ha voluto sanzionare. Poi, sulla vita privata delle persone non intendo naturalmente entrare», conclude Schifani.
Gasparri: nessun vittimismo, si accerti la verità. «Leggo con sconcerto le notizie che riguardano Marrazzo. In un'Italia in cui per tante personalità non è esistita privacy o tutela della riservatezza è opportuno capire meglio i contorni di questa vicenda»: è la premessa da cui parte il presidente dei senatori del PdL, Maurizio Gasparri, per porre alcune questioni sullo scandalo che avrebbe coinvolto Marrazzo. «Marrazzo - chiede Gasparri - è stato ricattato e perché? Può fare il presidente della Regione una persona sotto ricatto? Marrazzo aveva denunciato i ricattatori? Che c'è in questo video di cui si legge? Alcuni giornali scrivono di singolari incontri e circolano le voci più disparate. Marrazzo è in grado di smentire questi fatti? È vittima di un attacco a base di menzogne o no? E certi giornali, che su altri fronti si sono rivelati implacabili custodi della moralità pubblica, faranno su Marrazzo le inchieste che hanno dedicato ad altri argomenti? La pubblica opinione deve sapere, non solo perchè siamo alla vigilia delle elezioni regionali, ma perchè sono in corso le primarie del Pd. A Castellammare di Stabia iscritti al partito di Franceschini si rivelano killer che hanno ucciso un esponente dello stesso partito. A Roma esplode questa vicenda che pare difficile classificare come gossip. Vincerà il doppiopesismo? In alcuni casi banali - prosegue Gasparri - vicende vengono enfatizzate per mesi e mesi ed in questo caso un mistero inquietante non dovrebbe essere conosciuto facendo passare per vittima chi deve dimostrare di esserlo stato realmente? In ogni caso, se l'estorsione non è stata denunciata ma subita e la verità dei fatti si è appresa solo grazie ad indagini su altre vicende, il problema resta ed appare enorme. Insomma la questione non si può chiudere con il vittimismo, bisogna conoscere la verità. Se qualcuno ha questo video - conclude il presidente dei senatori del PdL - lo tiri fuori per far capire a tutti se è vero o falso, e chi sono le vittime e chi i protagonisti di comportamenti inquietanti».
La Russa: strano silenzio sulla vicenda. Nel caso Marrazzo, il ministro della Difesa Ignazio La Russa vede «uno strano silenzio sulla vicenda che non fa onore a chi l'ha subita». Lo ha detto «con tutto il rispetto e tutta la considerazione». La Russa ha evidenziato la sua sorpresa perché la vicenda non è emersa finché i quattro carabinieri non sono stati arrestati e perché Marrazzo non ha sentito lui per primo il bisogno di denunciarla. «Proprio per questo - ha detto La Russa - abbiamo bisogno di chiarezza e di conoscere esattamente i termini della vicenda, senza morbosità, in maniera precisa».
Solidarietà a Marrazzo è stata espressa dal sindaco di Roma Gianni Alemanno «come a tutte le persone che sono oggetto di ricatto ed estorsione e meritano solidarietà». Solidarietà anche dal il presidente della Provincia di Roma, Nicola
Zingarett e dal presidente del Consiglio regionale del Lazio, Bruno Astorre. Il vice presidente del Senato, Vannino Chiti parla di «volgare aggressione con insinuazioni e supposte rivelazioni».
Antonio Di Pietro ha espresso solidarietà «per la grave intimidazione subita». «Apprezziamo che il presidente della Giunta regionale del Lazio - ha detto Di Pietro - non abbia ceduto al ricatto e si sia rivolto alla magistratura che ha scoperto criminali con l'aggravante di vestire la divisa». Per il leader di Idv, tuttavia, «il problema di fondo che sta sporcando la politica italiana di questi ultimi anni è il sistema di dossieraggio, di veline e di criminalizzazione per liberarsi degli avversari politici che vengono indeboliti sul piano personale».
Alessandra Mussolini ha commentato: «Meglio vivere un giorno da spiato che cento da spione. E lui sa a cosa mi riferisco».
No alla strumentalizzazione. Roberto Morassut, segretario del Pd Lazio, parla di «vicenda inquetante». Il capogruppo Pd in Campidoglio, Umberto Marroni di «tentativo oscuro e dai tratti inquietanti» di colpire «il Governatore del Lazio, in questi anni impegnato nel difficile compito di risanamento della sanità regionale». «E' indecente che la lotta politica possa essere basata su ricatti, violazioni della privacy e invasioni nella vita privata», ha commentato Daniele Capezzone, portavoce della Pdl. Solidarietà anche dal Segretario Regionale dell'Udc nel Lazio, Luciano Ciocchetti: «Strumentalizzare presunte vicende inerenti la sfera del personale, non fa parte del nostro modo di pensare il confronto politico». Paolo Gentiloni, responsabile Comunicazione del Partito Democratico, chiede «rispetto nei confronti di chi è vittima di un'aggressione tanto grave».
«La vicenda di cui il Presidente Marrazzo è stato vittima è oscura e inquietante» ha detto Walter Veltroni. «Per questo, voglio innanzitutto esprimergli vicinanza umana. E, naturalmente, solidarietà politica,nel momento in cui sotto attacco è un Presidente della Giunta regionale che ha lavorato e lavora con impegno e importanti risultati per il Lazio».
«Si tratta di una invasione criminale nella privacy di un uomo politico di primo piano che spero sia stigmatizzata da tutti senza eccezioni» ha commentato l'assessore al Bilancio della Regione Lazio Luigi Nieri. «La confusione tra pubblico e privato non fa bene al paese» ha detto Fabio Armeni, Capogruppo di FI-Pdl alla Regione Lazio. Fabio Armeni, capogruppo di Fi-Pdl alla Regione Lazio, parla di «agguati». «Sbattere sulle prime pagine dei giornali persone, prima ancora che politici, non è dignitoso per un paese che si reputa democratico e garantista».
«Il caso Marrazzo dimostra che chi non ha nulla da nascondere non teme indagini di magistratura e forze dell'ordine. E ancora una volta è grazie alle intercettazioni che si scoprono reati. Questo dato faccia riflettere il Pdl che, per tutelare qualche interesse particolare, rischia di fare un favore ai criminali» ha detto il capogruppo Idv alla Camera, Massimo Donadi.
«La Regione continua a lavorare». L'assessore al Lavoro, Pari opportunità e Politiche giovanili della Regione Lazio Alessandra Tibaldi rassicura «chi attende risposte, come i tanti lavoratori di fabbriche in crisi di cui ogni giorno ci occupiamo, che il Presidente e la Giunta regionale stanno continuando a lavorare a pieno ritmo».
Polemiche dal consigliere regionale del Pdl Antonio Cicchetti. «Ha proprio ragione Marrazzo quando dice che "per colpire un presidente si butta fango sull'uomo"». È quanto dichiara in una nota il consigliere regionale del Pdl Antonio Cicchetti. «Peccato non abbia avvertito l'esigenza di affermarlo quando ripetute violazioni della riservatezza hanno avuto come bersaglio il presidente del Consiglio in carica. Appare evidente - conclude Cicchetti - che l'esigenza di chiarezza su questa vicenda è pari a quella che, da mesi, reclama la stampa di sinistra sulla condotta privata del Capo del Governo». Soldarietà da Margherita Boniver, deputato del Pdl e Presidente del Comitato Schengen che aggiunge. «Spero che possa chiarire al più presto il torbido episodio che oggi lo vede vittima, ma anche un augurio: che l'escortismo usato dai paladini della libertà di stampa della sua parte politica, che si è accanita per mesi contro Silvio Berlusconi, non sia utilizzato anche contro di Lui».
«Sto preparando le dieci domande». «I contorni e gli scenari della vicenda Marrazzo sono ben più gravi di quello che appare, i giornali purtroppo, fatte alcune eccezioni mostrano una cautela che non è stata affatto adottata in altri casi. Sto preparando e inoltrerò al presidente Marrazzo dieci domande, ispirandomi a quelle del quotidiano 'Repubblicà, per sapere cosa c'era in quel video, se ha pagato e con quali soldi ha pagato e con chi intratteneva certi rapporti». Lo afferma Amedeo Laboccetta, deputato Pdl e componente della commissione parlamentare Antimafia. «Noto - aggiunge - un certo doppiopesismo nella rappresentazione di fatti in cui Marrazzo potrebbe aver esposto l'istituzione che rappresenta».