ROMA - I risultati del voto amministrativo sono favorevoli per l'Udc ma non piacciono al leader Pier Ferdinando Casini che si dice «estremamente scontento». «I partiti tradizionali sono stati sconfitti e i moderati sono sotto un cumulo di macerie», dice in una pausa del consiglio nazionale del suo partito. E sottolinea: «C'è urgenza di andare oltre il Terzo polo».
«Profondamente scontento». «L'analisi del voto, come testimonia D'Alimonte sul Sole 24 Ore, risulta positiva per noi ma in termini strettamente numerici. Siamo l'unico partito oltre i grillini che cresce. Ma questo non significa affatto che siamo contenti. Anzi - spiega Casini - siamo estremamente scontenti». Per il leader Udc questo «è un segnale molto serio per assumersi responsabilità e non certo per togliere il sostegno a Monti».
«Andare oltre il Terzo Polo». «C'è da andare molto oltre l'Udc e il terzo polo», ribadisce Casini. La pausa di riflessione riguarda il Partito della Nazione? «Il progetto che avevamo in mente per riunire i moderati del Paese - dice - se prima era urgente ora è fondamentale».
L'avvertimento. «Se qualcuno pensa che il messaggio del voto è scaricare Monti, sbaglia», avverte poi in una pausa dei lavori del Consiglio nazionale del partito che sta facendo il punto dei risultati (l'Udc va al ballottaggio, al posto del Pdl, in sette Comuni capoluogo), anche per quanto riguarda l'indisponibilità di Alfano a proseguire i vertici con il governo. «Ho vissuto senza vertici Abc per tanti anni: posso continuare a farne a meno», soprattutto, aggiunge in seguito, «ho vissuto con e senza vertici e non ho visto tanta differenza».
«Urge riflessione». Quindi Casini spiega di star «avviando una seria riflessione personale. I voti di Pdl e Lega non li abbiamo certo presi noi», sostiene. E' necessario «riflettere perché c'è grande preoccupazione per il quadro complessivo» che emerge dal voto. E alla domanda se il primo interlocutore, in questa nuova fase di riflessione, possa essere Alfano, Casini risponde: «Io rifletto perché in politica ogni tanto bisogna fermarsi e riflettere». Poi scherza: «Ora lasciatemi in quarantena: andrò a rifugiarmi in un eremo e lì penserò...»