Perde la camera prenotata in albergo
a Pieve di Cadore e chiama i carabinieri

Un ambulante del mercatino fissa la stanza ma al rientro
a sera non la trova: il titolare l'aveva già data ad altri turisti

Il malcapitato aveva chiesto se fosse necessario passare dalla reception (foto archivio)

di Maria Zampieri

BELLUNO - Arriva a Pieve di Cadore da Monzambano, in provincia di Mantova, con i suoi prodotti alimentari tipici per il mercatino in piazza. Prenota telefonicamente la camera d’albergo per sé e per sua moglie. Si qualifica e chiede se deve passare alla reception per prendere le chiavi, ma gli rispondono che c’è sempre qualcuno fino alle 23.30. Apre il suo furgone, commercia fino a sera e poi va a mangiare un boccone. Ma alle 22.45 quando entra in hotel per andare a letto la camera non c’è più: affittata ad altri.

Da qui sono volate parole grosse e sono intervenuti i carabinieri. In conclusione la coppia emiliana va a finire a Longarone per passare la notte: in Cadore non c’è un solo posto libero.

Tutto ciò è accaduto sabato sera all’albergo Pelmo di Pieve e a raccontare la spiacevole vicenda è lo stesso commerciante mantovano Enrico Baroni. «Non mi era mai capitata una cosa del genere - dice - tanto più che il contratto verbale da me stipulato con l’albergo è valido. La voce femminile che mi ha risposto al telefono, alla quale ho lasciato il mio numero di cellulare, doveva dirmi che serviva che le rilasciassi altri documenti».

«La prassi vuole che si chieda il numero della carta di credito - replica Gildo Trevisan, titolare del Pelmo - perché spesso accade che la gente prenoti e poi non viene. In questo caso abbiamo chiamato due volte quel signore al cellulare, che risultava sempre spento. Cosa dovevo fare alle 22.30 quando un altro cliente mi ha chiesto la camera? L’ho affittata. Purtroppo lui è arrivato poco dopo».

«L’arroganza di quell’albergatore mi ha impressionato - riferisce Baroni - soprattutto perché ha detto di essere il presidente della sua categoria. Gentili e disponibili invece sono stati i carabinieri i quali hanno capito che dopo 20 ore di lavoro avevamo necessità di un letto. Però ho dovuto risalire sul furgone e recarmi a Longarone per poi tornare a Pieve il giorno dopo». «Glielo ho trovato io l’albergo», aggiunge Trevisan. Ma intanto Baroni sta valutando se chiedere i danni: «Per ora mi sono limitato a riferire l’accaduto ai carabinieri».

lunedì 20 agosto 2012



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