PADOVA - Dopo una snervante "battaglia", ottiene il ricovero del padre all'ospedale di Padova. É accaduto lunedì, poco dopo le 14, a Peraga di Vigonza. Dopo essere andato in camera a riposare, un settantenne è stato colto da un malore improvviso, ed caduto a terra. Il tonfo sordo ha attirato l'attenzione della moglie e della figlia che sono accorse in camera del congiunto, trovandolo esanime.
Avvertito il 118 del Suem, in casa è arrivata un'autoambulanza. Visitato l'uomo, i sanitari hanno deciso il ricovero a Camposampiero. Decisione contrastata dalla figlia e dalla moglie che hanno ricordato ai sanitari il recente accordo tra le Ulss 15 e 16 ed il Comune, per cui in caso di emergenza e urgenza è possibile scegliere l'ospedale dove farsi ricoverare. Ne è nata una "battaglia" tra famigliari del paziente e personale del 118, durata alcuni minuti. Alla fine, dopo aver contattato la centrale operativa, i sanitari hanno deciso il trasporto del paziente all'ospedale Sant'Antonio di Padova.
L'episodio è stato reso noto dal consigliere comunale di opposizione Francesco Alibrandi, che è anche medico curante dell'uomo. «La figlia mi ha telefonato disperata, perchè non volevano ricoverare il papà a Padova. Dopo una feroce battaglia con il personale dell'ambulanza, alla fine il paziente è stato portato al Sant’Antonio. Assurdo: nonostante sia stato sbandierato l'accordo con l'azienda ospedaliera di Padova che dovrebbe garantire la libertà di scegliere l'ospedale dove farsi ricoverare, in realtà non è vero niente.
Il 118 continua con i ricoveri a Camposampiero e Cittadella, e quello accaduto a Peraga ne è la conferma. Eppure proprio il caso di ictus è sempre stato uno degli esempi di emergenza e urgenza utilizzati per spiegare la richiesta del ricovero a Padova. Gli operatori sanitari sono all'oscuro di tale accordo e si attengono alle disposizioni della centrale operativa che, per gli interventi a Vigonza, dispone il ricovero a Camposampiero o Cittadella».