VICENZA - Lo hanno preso di mira per i suoi atteggiamenti, ritenendolo un omosessuale, al punto che il giovane è arrivato a non uscire più di casa per la vergogna. È l'odissea, condita di battute e scherzi pesanti, subita da uno studente vicentino di 16 anni, i cui genitori si sono alla fine rivolti ai carabinieri: i cinque compagni di scuola - 4 maschi e una femmina (quella che avrebbe fatto gli scherzi più pesanti) - sono stati convocati e convinti a desistere dalla persecuzione.
Dalla fine dell'anno scolastico al settembre scorso, il ragazzo, un sedicenne che vive in una località della provincia berica, era diventato il bersaglio dei compagni per il suo modo di vestire eccentrico e i gusti considerati troppo femminili. Lo studente - riferisce il Giornale di Vicenza - è stato prima chiuso nel bagno delle ragazze, poi gli sono state infilate delle riviste gay nello zaino e infine il suo numero di cellulare è stato scritto alle fermate dell'autobus con proposte omosessuali esplicite. I militare, dopo la denuncia dei genitori, hanno deciso di convocare in caserma i cinque, convincendoli - per il momento pare con le buone - a cambiare registro. Ci sarebbero anche state le scuse dei "persecutori".